Dove siete?

C’è una serie di cose che faccio la mattina appena svegliata.

Esco dal letto, mi vesto, mi lego i capelli, faccio un giro in bagno, poi mi preparo un caffè e nel mentre accendo il pc per controllare come vanno le cose nel mondo; il che include mail, youtube, news e anche questo blog. Noto con piacere che, nonostante io non stia pubblicando praticamente nulla, non mi abbandonate, qualcuno che viene a vedere se sono viva c’è ancora e lo ringrazio.

Poi mi passa per la testa sempre la stessa domanda: perché non riesco a scrivere?

Le idee le ho, ho una quantità imbarazzante di bozze da sistemare/finire/pubblicare, eppure non riesco a farlo.

Prima di tutto perché “non ho tempo”. Ovvero devo leggere una ventina di libri in inglese entro settembre per due esami e nonostante io continui a distrarmi, quando lo faccio mi sento in colpa. Scrivere invece di studiare, purtroppo, non mi fa sentire bene perché mi sembra di sprecare il mio tempo. Devo ringraziare i miei genitori che non fanno altro che mettermi ansia per gli esami.

Nonostante le idee, comunque, non ho mai la voglia di mettermi a scrivere decentemente, perché più passa il tempo più mi rendo conto che c’è tanta gente più brava di me e che quello che scrivo non è poi niente di così spettacolare. Anche se ci sono momenti in cui sembro recuperare un po’ di coraggio, per la maggior parte del tempo non me la sento di scrivere anche per paura di fare schifo.

Si aggiungo a ciò tutte le mille preoccupazioni che ho in questo periodo tipo gli esami di settembre, il dover tornare a casa, il trauma di essere in una relazione e di non capirci assolutamente nulla di quello che sta succedendo perché è tutto così nuovo e veloce.

 

 

Già, parlando di casa.

Chi mi legge da un po’ (se c’è qualcuno che leggeva un anno fa e ancora mi legge) sa che all’inizio ne parlavo sempre, del mio amato paesino di 250 anime.

Quest’anno sta andando tutto diversamente. Ad agosto ho avuto modo di conoscere meglio una persona che abita in un paese vicino al mio, abbiamo cominciato a piacerci, motivo per cui quando sono dovuta tornare a Milano ho sofferto tantissimo e ho cominciato a trovare scuse idiote per ritornare a casa quasi ogni fine settimana. Purtroppo però non sono fatta per la distanza, già a novembre ho capito che non ero in grado di reggere e ho lasciato perdere. Sono passata dal tornare spesso al farlo ogni due mesi quando va bene.
Aggiungo che, per dirla con le parole di una mia amica, “era profondo come una pozzanghera” e quindi non proprio il mio tipo direi. Ci ho messo anche troppo a lasciar perdere.

Come se non bastasse a marzo si è aggiunto il mio attuale ragazzo, che invece è di Milano e sta facendo esattamente l’effetto contrario, sto cercando scuse per rimanere. Da quando sono nella casa nuova, con amici che mi vogliono bene, mi sembra di aver trovato una seconda famiglia e non mi sento più così sola da aver bisogno di ritornare spesso a “casa”.

 

Così quest’estate, finiti gli esami i primi giorni di luglio, sono andata al mare con i miei genitori come da tradizione ma ho odiato ogni maledettissima sera in cui io andavo a dormire e lui non era con me. Invece che tornare nel mio amato paesino, alla fine, ho deciso di tornare in città, al caldo. E’ passato quasi un mese e sono ancora qui, probabilmente casa la vedrò per una settimana soltanto se tutto va bene, perché poi a settembre ho una sessione disumana come tutte le altre.

Ovviamente mi manca ancora il posto, mi manca tantissimo la mia famiglia, ma ho realizzato che quello che mi fa stare peggio sono i ricordi. Mi mancano cose che non posso riavere indietro, momenti che non posso rivivere, posti che quando torno trovo cambiati e ci sto male. Per la prima volta sono arrivata a pensare che non voglio tornare, preferisco non vedere e risparmiarmi il dolore di sapere che quella vita non mi appartiene più e che comunque non tornerò mai indietro a quella che ero due anni fa. E’ inevitabile.

 

 

Per ora quindi rimango qui e penso all’imminente futuro, con esami, forse qualche concorso letterario se mi torna la voglia di scrivere, probabilmente una settimana al lago con il mio coso che è davvero una persona stupenda, devo dirvelo. Prima o poi magari vi parlo anche di lui.

Per ora vi lascio qui, ringraziandovi come sempre se ci siete, ovunque siate, nella speranza di riuscire a ricominciare a scrivere un po’ di più.

 

 

Ma, giusto per curiosità, dove siete? Come state?

 

(Ah, questa l’ho fatta l’estate scorsa dopo aver passato una bellissima serata, era il 16 agosto)

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