Sharm el-Sheikh, dove ho abbandonato la comfort zone.

Ho realizzato che non vi ho mai parlato del mio ultimo viaggio, quello a Sharm el-Sheikh. Ormai risale a più di due anni fa, anche se sembra assurdo pensare che sia già passato così tanto tempo. Ero partita con l’intenzione di farmi una settimana di relax al mare, senza pensare a niente. L’avevo già spoilerato nell’articolo sui viaggi che sognavo (anche se li sognavo nel lontano 2018). Volevo una piccola tregua insomma, niente grandi avventure. E invece mi sbagliavo di grosso.

 

Sharm el-Sheikh è una città strana e piena di contraddizioni. Tanto per cominciare non ha abitanti suoi, ma solo persone che ci vivono per lavorarci e turisti. Poi è in Egitto, ma pur di non farla sembrare in Egitto l’hanno circondata con un muro. Sempre per proteggere i turisti dai locali, sembrerebbe. È sempre splendidamente calda, in tutti i periodi dell’anno, ma ovunque entri fa freddissimo perché tutti tengono l’aria condizionata accesa al massimo. Ha una barriera corallina ancora viva e molto bella, ma nessuno fa niente per preservarla: è un’attrazione turistica come le altre, quindi chi paga può praticamente andare a calpestarla.

Fin dal nostro arrivo in aeroporto siamo accolti dalla nostra guida, che ci fa subito due raccomandazioni. La prima è di non andare da nessuna parte fuori dall’hotel senza una guida. La seconda è di non bere per nessun motivo l’acqua del rubinetto e di non usarla nemmeno per lavare i denti. Mi sento di dargli ragione, almeno per quanto riguarda la seconda. Arriviamo al Jaz Mirabel Resort, di cui sono rimasta veramente innamorata. Siamo accolti benissimo e ben presto ci ritroviamo con un’altra guida per decidere quali avventure vivremo nei giorni a venire. Non mi era mai capitata una cosa simile durante una vacanza. Comunque, anche se vedo sfumare l’idea di relax, acconsento a qualche avventura.

La prima giornata mi regala già un’emozione bellissima. Dalla spiaggia dell’hotel parte una passerella che si snoda per centinaia di metri in mare, fino alla barriera corallina. Così chi vuole fare snorkeling non deve camminare per ore nell’acqua prima di arrivare alla meta. Io ovviamente non so nuotare, vado in panico solo al pensiero dell’acqua alta e del vuoto blu sotto di me, figuriamoci se voglio anche solo sentir parlare di snorkeling. Non ho nessuna intenzione di provarci, ma la camminata sulla passerella è bellissima e senza grandi sforzi si vedono un sacco di piccoli coralli e ricci di mare. Senza contare che, tornata in spiaggia, vedo il mio primo cammello. Tutto bellissimo insomma.

La mattina dopo decidiamo di starcene un po’ tranquilli in spiaggia, proprio come si era concordato, ma veniamo subito importunati da uno dei tanti PR che circolano in zona. C’è un’incredibile quantità di gente che va qua e là sulla spiaggia a offrire le stesse avventure che ci sono state proposte dalla nostra guida, e non solo quelle. Rifiutiamo cortesemente la “motorata” nel deserto, già in programma, ma ovviamente il Coso viene attirato dalla possibilità di essere appeso a un filo attaccato a una barca. Purtroppo per me.

Ci danno appuntamento al pomeriggio, quando ci fanno camminare in mare a caso fino a raggiungere una barchetta poco raccomandabile, che ci scorta fino a una barca più grande. Questa continua a fare avanti e indietro in un piccolo pezzo di mare, con una sorta di paracadute attaccato dietro. Il Coso ci viene appeso e viene fatto volare allegramente sopra il mare di Sharm. Io, che come già detto non sono una particolare amante dell’acqua alta, mi rintano in un angolino e prego che finisca tutto al più presto.

 

Questa mia paura la devo affrontare il giorno dopo, quando ci tocca una gita alla Riserva naturale di Ras Mohammed. Qui mi tocca fare snorkeling o aspettare tutta sola sulla spiaggia. Così mi infilo un salvagente, una maschera con boccaglio grande come tutta la mia faccia e via. All’inizio sono terrorizzata, ovviamente. Poi mi passa e comincio a godermi lo spettacolo della barriera corallina, dell’acqua quasi trasparente, dei mille pesciolini colorati che se ne vanno in giro per il mare. Per farla breve, quel giorno ho fatto snorkeling due volte e mi sono innamorata. Ne sono uscita particolarmente male, perché nel nuotare mi sono rimaste le chiappe fuori dall’acqua quindi poi per tre giorni ho girato con il culo rosso e il resto tutto bianco.

Un’altra grande avventura che mi attende per i giorni dopo è il giro nel deserto con il quad. Non sarebbe stata la mia prima scelta per una vacanza relax, soprattutto perché il giro prevede di fermarsi a mangiare in mezzo al deserto e tornare di notte. Sempre in quad e sempre attraverso il deserto. Comunque ce la faccio e mi diverto pure un sacco. Un po’ meno piacevole la brevissima passeggiata sul cammello, che è molto più scomodo del cavallo quindi non ne vale veramente la pena, almeno secondo me. Soprattutto se uno ha le chiappe scottate.

 

Dopo tutte queste cose folli mi vengono effettivamente concessi due pomeriggi a bordo piscina a prendere il sole. Miracolosamente, nonostante la mia propensione alla scottatura, in quei due giorni mi sono abbronzata come mai nella mia vita e ho letto quasi per intero un libro piuttosto carino, A Wise man’s Fear, di Patrick Rothfuss. Non so nemmeno se sia mai uscito in italiano, magari ne parliamo meglio quando e se esce l’ultimo volume della trilogia. Fatto sta che mi sono spiaggiata ed è stato proprio rilassante.

Per finire, su mia grande richiesta, un tour a vedere la barriera corallina dalla barca. Si tratta di una cosa molto turistica: ci si trova tutti al molo, arriva un’enorme barca gialla, tutti salgono e poi a un certo punto si scende sotto coperta. Il fondo della barca è di vetro, così si sorvola la barriera corallina e si vedono un sacco di pesci carini. Certo, se il cambiamento climatico non esistesse probabilmente si vedrebbe molto di più, ma è stato bello vedere che non tutto è ancora perduto.

Una delle ultime sere abbiamo visitato quel minimo di centro storico che esiste a Sharm, che sembra, purtroppo, una Las Vegas araba. A parte due moschee, tutto è a misura di turista e organizzato alla perfezione per piacere all’occidentale medio.

 

Tutto sommato è stata una vacanza che mi ha molto sorpresa. Non pensavo che l’Egitto potesse piacermi tanto, che avrei conosciuto un sacco di persone gentili e soprattutto non sospettavo nemmeno che sarei finita col culo all’aria nell’acqua alta a guardare la barriera corallina. L’unica pecca è che, essendo un luogo davvero molto turistico, non ci tornerei. Ho l’impressione di aver già fatto tutto quello che c’era da fare e di aver visto quello che c’era da vedere.

Vi lascio con una foto del deserto, che quelle del mare ce le hanno tutti.

 

Tramonto nel deserto a Sharm el-Sheikh

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