Cose che Sea of Thieves potrebbe insegnare a Trump.

Ok, dopo un titolo così servono decisamente molte premesse. La prima è che questo articolo è stato scritto circa un anno fa, quando l’allora Presidente USA stava clamorosamente perdendo le elezioni e non sapeva più che pesci pigliare pur di rimanere al potere. La seconda è che questo è il primo degli spero tanti post riguardanti il mondo dei videogiochi. Dopo aver scritto una tesi sul videogame storytelling mi sono detta, perché no? Quindi che dire, cominciamo con uno dei miei giochi preferiti dell’ultimo anno e mezzo: Sea of Thieves.

 

Sea of Thieves è un multiplayer online rilasciato su Steam e Microsoft Store da Rare Ltd nel 2018. Come il nome fa intuire il gioco tratta di pirati, che vivono avventure incredibili proprio in un immaginario Mare dei Ladri. Vediamo prima di tutto di capire quali siano le dinamiche di gioco fondamentali e quali caratteristiche rendono Sea of Thieves un multiplayer unico.

Fin dalla scelta del proprio pirata appare chiaro che si tratti di un gioco altamente inclusivo. È possibile infatti scegliere qualsiasi tipo di corporatura e colore della pelle. Anche se non confermato da fonti ufficiali (almeno non che io sappia) sembra che i personaggi siano generati in maniera unica, quindi proprio come nella vita reale è impossibile trovare un proprio sosia in tutto e per tutto.

Dopo aver concluso il tutorial è possibile scegliere tra due tipi di gameplay. Nell’arena cinque navi si scontrano per un tempo di 15 minuti, guadagnando punti per ogni cannonata andata a segno e ogni tesoro consegnato, perdendone invece se la propria nave viene affondata. Nell’avventura invece si possono incontrare sia altri giocatori che altri numerosi nemici. Si può scegliere di portare a termine missioni per i Cercatori d’Oro (con le classiche mappe con la x dove scavare), per l’Alleanza dei Mercanti (che ti fanno sempre sentire un po’ un corriere di Amazon) oppure per l’Ordine delle Anime (che chiede ai suoi adepti di trovare gli scheletri di ciurme maledette e farli tornare a riposare in pace).

Si può poi limitarsi a scoprire la lore del gioco con le storie assurde, missioni speciali che portano il giocatore a conoscere i personaggi che popolano il Mare dei Ladri. Con uno degli ultimi aggiornamenti Rare ha introdotto nel mondo di Sea of Thieves anche una storia in cinque capitoli dedicata alle avventure di Jack Sparrow, il celebre protagonista di Pirati dei Caraibi. Oltre a questo si possono intraprendere anche altre avventure: si possono combattere navi capitanate da scheletri, kraken e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente si può anche decidere di scontrarsi direttamente con gli altri giocatori. Il gioco è in continuo aggiornamento e ci sono sempre nuove sorprese! 

In ogni caso, per chi volesse approfondire, Rare ha creato l’Accademia dei Pirati. Qui potete trovare tutte le informazioni necessarie per muovere i primi passi nel gioco.

 

Passiamo ora alle questioni veramente importanti. L’ex Presidente degli Stati Uniti può davvero trarre qualche insegnamento da un videogioco sui pirati?

Prima di tutto, potrebbe imparare il significato della parola inclusività. Sia gli sviluppatori che la comunità da sempre fanno il loro meglio per rendere il gioco un’esperienza piacevole. 

Soprattutto alla luce delle proteste del movimento Black Lives Matter, il sistema di report è stato migliorato e i giocatori sono stati caldamente incoraggiati a far presente a Rare qualsiasi cosa che li facesse sentire discriminati all’interno del gioco. Inoltre, sul sito del gioco, si può trovare un vero e proprio “Codice di Condotta” che tutti i pirati devono osservare. Tra le regole: non discriminare, non insultare e non minacciare. Inoltre, come nel caso di molti altri videogiochi di uscita recente, nelle impostazioni è possibile selezionare un filtro per aiutare chi soffre di daltonismo e altri problemi alla vista. E chi ha paura dell’acqua? Gli sviluppatori hanno pensato anche a questa eventualità: è possibile applicare un’impostazione che fa galleggiare in automatico il giocatore, di modo che non si ritrovi mai con la testa sott’acqua ad ammirare il vuoto dell’oceano.

Anche la comunità è, in linea di massima, inclusiva e piacevole. Come in tutte le occasioni, può capitare di trovare persone irrispettose, ma nella maggior parte dei casi, nonostante si tratti di un gioco di pirati, gli avversari sono sportivi e anche amichevoli. Non è raro trovare in giro per il gioco casse piene di risorse lasciate da chi ha terminato la propria partita. Così come è buona norma lasciare in pace coloro che stanno soltanto giocando una storia assurda. Non sono rari, in generale, i momenti di tranquillità e di divertimento condivisi con altre ciurme.

Soprattutto però, Sea of Thieves potrebbe insegnare al buon Donald come perdere.

Chiaramente sto parlando in maniera ironica. Il fatto è che, trattandosi di un gioco dove sono presenti più persone contemporaneamente, può capitare di scontrarsi. Può capitare anche che la propria ciurma non sia migliore di quella che si sta sfidando. D’altra parte, non si può vincere per sempre. E così, a giorni alterni, capita che sul più bello arrivi una nave avversaria e che, cannonata dopo cannonata, il tuo prezioso vascello colmo di ricchezze che stavi per vendere venga affondato. In fin dei conti, proprio come nella vita vera, non può andare sempre tutto bene. Non rimane che accettare la realtà dei fatti, ammettere la bravura di chi ci ha affondati e andare in taverna a farsi una bella bevuta.

Ovviamente non tutti i pirati sono così sportivi. Anche a me, alle volte, capita di non prenderla proprio bene. Succede di navigare per ore e poi di affondare per una distrazione proprio all’ultimo tesoro da scavare. Ci si arrabbia, è inevitabile. Ma la sera dopo si torna in mare, come se non fosse mai successo niente, perché in fin dei conti è così che va la vita. Si vince e si perde. Chissà se il buon Donald questo l’ha capito, a un anno di distanza.

 

Vi lascio con una foto della mia pirata e della sua nave. So che nessuno commenterà questo post, ma se qualcuno volesse, fatemi sapere se può piacervi l’idea di me che parlo di giochi.

Sea of Thieves

 

A presto e stavolta intendo sul serio! Ho un sacco di cose in mente che voglio assolutamente scrivere. O forse come al solito non dovrei dirlo, per scaramanzia.

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