20 cose che mi mancano di casa.

E così abbiamo raggiunto un altro traguardo.

Cioè io l’ho raggiunto riuscendo a scrivere venti post, ma mi piace pensare che lo abbiamo raggiunto un pochino tutti, a partire da chi mi conosce e mi segue perché sa quanto ci tengo, come gli immancabili L. e K., per finire con chi magari ha visitato questo blog solo una volta per curiosare solo una pagina. Non importa, ogni singola visualizzazione mi ha spinta ad aggiungere un altro post a quello appena pubblicato, vedere ogni volta che mi connettevo che ogni giorno qualcuno passava a leggere, questa è stata la soddisfazione. Non c’è mai stato un giorno in cui questo blog sia stato solo, in cui il numero dei visitatori sia sceso a 0 e non posso che ringraziare davvero chiunque sia lì fuori per questo.

 

Come promesso, anche stavolta voglio festeggiare in qualche modo, rendere questo ventesimo post speciale come l’ho fatto con il decimo e come farò con i successivi. Se un giorno arriverò a cento, sappiatelo, vi pagherò da bere, quindi se fossi in voi comincerei a lasciare commenti a caso, dovreste farmi sapere che esistete davvero.

Ad ogni modo, evito ulteriori idiozie e vi lascio con le venti cose che mi mancano di casa, anche se l’avrete intuito dal titolo.

 

1.

Scontatissima, il mio cane.

Non sono sicura di averne mai parlato in maniera approfondita ma stavo pensando di farlo a breve quindi non anticipo troppo, comunque l’ho visto crescere e mi manca veramente da morire quel piccoletto.

Piccoletto non troppo in realtà visto che è un pastore tedesco che pesa più di me ma io continuerò a vederlo come un cucciolino stupido ed indifeso, mi dispiace. È l’unico della famiglia che non posso chiamare (in realtà mia nonna me lo passa al telefono ogni tanto) quindi è forse quello che mi manca di più.

Ah, si chiama Darko, come Donnie Darko, quello del film.

 

2.

Il silenzio.

Avevo già accennato nel post prima, il silenzio quello vero ed assoluto chi non l’ha mai sentito non può nemmeno immaginarlo, ma avendolo assaporato posso dire tranquillamente che in città non esiste e che mi manca anche quello. Prima o poi, spero più prima che poi, spero di risentire il rumore dell’aria.

 

3.

Ovviamente la mia famiglia.

Ci ho litigato e li ho odiati tutti fino a che non è venuto il momento di salutarli per venire a Milano per la prima volta. Da allora i rapporti sono molto migliorati, ci vogliamo tutti un mondo di bene e va tutto benissimo, l’importante è che resto massimo un mese e poi torno da dove sono venuta altrimenti ricominciamo a non sopportarci più.

Ad ogni modo, cito la mia cara mammina, che ho detestato per anni della mia esistenza e che ora vorrei soltanto abbracciare. Mi dispiace se sono stata una figlia di merda con certe bellissime affermazioni che potevo decisamente tenermi per me.

La mia adoratissima sorellina che comunque resta una grandissima stronza. Tanto lo so che le manco quando non ci sono.

Il mio papà, che non è mai stato un uomo che dimostra i suoi sentimenti ma che l’ultima volta che sono partita ha addirittura voluto darmi un bacino prima di abbandonarmi al mio destino di nuovo e che, a quanto mi dicono, sente la mia mancanza.

La mia nonna, che senza di me non sa più di chi lamentarsi, visto che mia sorella la mattina la saluta mentre io per la fretta non lo facevo mai.

Mia prozia, mi mancano tantissimo le sue torte e le sue perle di saggezza da donna che ha ottantacinquequasisei anni e non li sente per niente.

Il mio nonnino, che non è un uomo di tante parole e preferisce starsene zitto e mandarmi mail, visto che ha imparato ad usare il computer.

L’altra nonna che quando la chiamo mi consuma tutti i minuti che ho per raccontarmi della sua vita e preoccuparsi per me.

E lo zio, l’unico zio che ho purtroppo per me, che si deve dare una svegliata a procurarmi almeno una zia in vita mia e magari un cugino di primo grado che lo sogno da quando ho cinque anni. Grazie.

 

4.

La neve.

Anche se odio l’inverno con tutto il mio povero cuore a pezzi io ho bisogno di immergermi in metri di neve e di guardar nevicare dalla finestra. Per favore.

 

5.

Le mie montagne, un po’ come Heidi.

Mi manca la loro forma familiare, il loro verde scuro d’estate, il colore strano dei larici gialli misto ai pini verdi dell’autunno e il bianco dell’inverno. Mi manca quella sensazione di essere abbracciata da dei giganti che mi fa sentire protetta, a casa.

 

6.

La calma.

Il non dover correre da nessuna parte, il non dover fare sempre mille cose, non doversi preoccupare dell’affitto, degli esami, delle bollette, della spesa. Il totale relax, avere la mamma che pensa a prepararti la cena e una benedettissima lavastoviglie che fa il lavoro sporco dopo che hai mangiato.

 

7.

Il buio.

Anche se ho paura del buio come una bambina di due anni, mi manca la quasi totale assenza di lampioni e smog che mi permette di vedere le stelle direttamente dal balcone (o meglio, poggiolo) di casa.

 

8.

Il verde.

Lo so che il verde in realtà c’è anche a Milano, ma non è così verde e sano come quello che ho nel giardino di casa. Che poi è il mio verde personale e sono sicura di poterci camminare scalza senza dover avere il terrore di calpestare cose poco gradite (perché il punto 1 dell’elenco non è così scemo da riempire il giardino, ha il suo posto e lì la fa, imparate plebei).

 

9.

I ricordi.

Non tornerò mai indietro a riviverli purtroppo ma quando vado via da casa mi lascio indietro diciannove anni di bellissimi ricordi felici che sono ovunque a casa e intorno. C’è anche da dire che mi lascio indietro anche i ricordi brutti quindi non è una cosa del tutto negativa. Solo al 90%.

 

10.

La libertà.

O meglio, quel senso di libertà che mi dà il semplice fatto di essere a casa mia con la mia famiglia. Niente cose strane tipo girare in mutande per strada, quello non potrei farlo nemmeno a Milano temo. Posso provarci però.

 

11.

La pizza.

Ok, lo so benissimo che ci sono milioni di pizzerie a Milano mentre nei dintorni di casa ce ne sono solo tre ma qui non posso andare a mangiare una pizza con mia madre e mia sorella nella pizzeria di fiducia, come è tradizione da anni ormai. Non è la pizza in sé che mi manca ma proprio la gioia di andare a mangiarla con persone a cui tengo da persone che ormai sono amiche di famiglia. E poi la pizza lì è più buona.

 

12.

Le giornate al lago.

Questa è una new entry di quest’estate ma mi piange il cuore al solo pensiero di quanto è meraviglioso passare il tempo in riva all’unico lago che c’è dalle mie parti. Resta comunque mille volte più bello dell’idroscalo.

 

13.

Tirare con l’arco.

Una cosa che faccio anche a Milano in realtà, non sono sicura di averne mai parlato. Ad ogni modo mi manca la mia compagnia, la mia socia di disavventure, quella con cui ogni allenamento diventa una scusa per fare idiozie e mettere i palloncini sul bersaglio dei cinque metri.

 

14.

Le poche amiche vere che avevo.

Ovvero quelle due disgraziate con cui ho suonato per anni, E. e F. Volendo posso metterci anche la signorina che tira con me, che cantava. Mi mancano i pomeriggi passati a provare, al piano -2 della scuola vecchia, che era un misto tra una cantina e un bunker militare. I bei momenti che ho passato e la loro compagnia però li rivorrei indietro anche solo per un giorno.

 

15.

La mia routine da liceale.

Con il senno di poi e la voglia di studiare che mi è venuta quando ho iniziato l’università devo ammettere che un pochino mi manca la mia vita da liceo, anche se non troppo. Ero la sfigata di turno e non sopportavo praticamente tutte le mie compagne quindi probabilmente mi piacerebbe rivivere quella vita per un giorno ma niente di più. Sveglia alle 6.45, no grazie.

 

16.

Le estati fresche.

Niente afa milanese, temporali quasi ogni sera, a volte addirittura sia il pomeriggio che la notte. Caldo e bel tempo di giorno e poi la sera abbastanza fresco per poter dormire senza arrivare a pregare Dio di farti svegliare senza pelle e senza carne così da non dover più sentire caldo. Questo mi manca, anche se non ora che siamo ad ottobre.

 

17.

Il bosco.

Altra cosa che mi terrorizza da quando ci sono un po’ troppi orsi in giro ma in fin dei conti mi manca avere il mio bellissimo bosco personale, mi piace il verde delle foglie nei mesi caldi e amo i colori dell’autunno anche se in generale è una stagione che detesto quasi quanto l’inverno o forse di più. Resta spettacolare.

 

18.

Gli animali veri.

Non cani e gatti ma quelli che vivono appunto nel bosco. Un inverno ogni mattina mi svegliavo per andare alle medie (parecchi inverni fa quindi) e ogni mattina c’era un capriolo in giardino che mangiava le mele che lasciavo per lui. Era diventata un po’ un’abitudine anche questa ed era abbastanza emozionante vedere quella bestiolina così tenerella che mangiava guardandosi intorno per controllare che non ci fossero pericoli.

Non parliamo della tenerezza che mi fanno gli scoiattoli o di quella volta che ho visto un gufo felicemente appollaiato sul tetto della casa dei vicini (poi dettagli che ho trovato il riccio che ha ucciso in giardino la mattina dopo).

 

19.

Il mio paese di 250 anime.

Ok che nessuno era in grado di farsi gli affaracci suoi ma è un paesino davvero bellissimo con una storia che mi affascina (come ho già detto millemila volte). Ogni angolo racchiude un pezzo della mia storia, una fotografia di me bambina. Tornare è sempre piacevole.

 

20.

Ultima cosa, una cosa che non mi manca, ovvero la persona che ero.

La ragazza timida e riservata che non parlava mai con nessuno e che aveva soltanto tre amiche. Ecco.

Quella persona mi sono rifiutata di portarla con me, da quando vivo in città mi sto sforzando di cambiare per il mio bene e credo di esserci riuscita, cosa che non può che farmi piacere.

Ci sono parti del mio passato che ho chiuso nel cassetto della scrivania della mia camera e che non voglio rivedere nemmeno quando torno, perché nonostante queste diciannove cose che mi mancano e che probabilmente non sono soltanto diciannove, sono felice della scelta che ho fatto.

 

 

Per vederla ancora più positiva, non credo che avrei creato un blog o che avrei trovato lettori come L. e K. rimanendo dov’ero, quindi mi ringrazio ancora una volta per la mia scelta e per essere arrivata al ventesimo post, traguardo che non consideravo minimamente raggiungibile.

Ringrazio chi mi segue da sempre, chi da un po’ e chi comincerà a farlo in futuro perché come ho già detto ogni minuscola visualizzazione è un qualcosa di importante per me.

 

Ci vediamo tra dieci post con 30 cose che ovviamente non vi anticipo nemmeno stavolta.

 

Fino ad allora, casa.

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Un commento su “20 cose che mi mancano di casa.

  1. è un piacere leggerti. al punto in cui dici che ti rifiuti di portare la vecchia te m’hai lasciato secco. Perchè è proprio quello che sto cercando di fare anch’io. Ma il vecchio me mi segue ovunque, e mi fa appendere bigliettini con scritto l’indirizzo del mio blog perchè la realtà mi opprime. Un bacio e spero di sentirti presto. (Il ragazzo del bigliettino in Feltrinelli

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