Settima pagina, e ora?

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Anche la mia estate è ufficialmente iniziata, dopo l’ultimo esame di questa sessione che poteva andare leggermente meglio ma va benissimo comunque.

Ho già fatto le valigie (o meglio la valigia) e non vedo l’ora di partire finalmente, prendere tutto quello che serve e andarsene è sempre una bella sensazione. Soprattutto perché stavolta la meta è casa, a rivedere cane, genitori, nonni, zie, parenti vari e amici di vecchia data, anche se poi giovedì riparto.

Per la prima volta in vent’anni di esistenza, lo ammetto, non vedo l’ora di andare in vacanza con la mia famiglia. Non passo più di una settimana con loro da Natale, litigare con mia sorella mi manca. I buoni propositi per quest’anno sono più o meno i buoni propositi di tutti gli anni:

– Corsetta in spiaggia la mattina presto, così sarò fisicamente più preparata all’imminente apocalisse zombie in cui spero fiduciosamente da anni.

– Passare ore a prendere il sole nella speranza di abbronzarmi, così da non sembrare più un vampiro (- cit. troppe persone), cercando possibilmente di non diventare del colore di un pomodoro.

– Camminare in spiaggia per chilometri, così da poter riflettere sui miei amati problemi esistenziali e magari trovare ispirazione per scrivere qualcosa.

 

Tali propositi tutti gli anni vanno a farsi fottere perché, problema numero uno, passo la notte sveglia a guardarmi cacciatori di fantasmi su Dmax o a scrivere (quando sono fortunata), così che poi la mattina alle sei io vado a dormire, altro che svegliarsi per correre. Problema numero due, io non ho la pazienza di stare ferma al sole e puntualmente non ho la voglia di riempirmi di crema solare a protezione 3250, quindi quel poco di colore che prendo è proprio un magnifico rosso fuoco che se ne va dopo due giorni. A camminare ogni tanto ci vado ma finisco per pensare cose inutili, quindi sono produttiva quanto un criceto in coma etilico.

 

Quest’anno sarebbe apprezzata la presenza di un senso del dovere che forse grazie allo studio universitario ha fatto qualche piccolo passo avanti. Ci spero, poi tanto lo sappiamo tutti come andrà a finire.

 

Una volta tornata a casa, i programmi sarebbero di scrivere e andare a fare qualche simpatica escursione con l’immancabile nonno, anche se so benissimo che passerò le mie giornate in giardino a giocare con il cane e sarò troppo pigra per farmi tre ore di salita per arrivare Dio sa dove. Ribadisco, io ci provo.

 

In previsione di un week end a Firenze, poi, dovrei teoricamente ricominciare a suonare, così da poterlo fare con quella banda di disgraziati che ho conosciuto ad un concerto (poi questo articolo ve lo passo così vedete che vi voglio bene e parlo di voi ogni tanto, persone brutte che non siete altro) ma anche qui so che andrà a finire male perché suonare cose vecchie da sola con la classica mi annoia non poco. Per la terza volta io lo dico, ci proverò! Male che vada mi abbandonate a Firenze da sola per punizione o mi fate dormire in giardino come promesso.

 

Questi sono stati più o meno tutti i pensieri di ieri pomeriggio, quando uscendo per l’ultima volta dall’aula M102 dopo un bel 27, mi sono chiesta “E adesso?”.

Sì, perché adesso ho finalmente un periodo di libertà, anche se breve. Non so cosa farne della mia vita e di tutto questo tempo libero che non avevo da mesi. Sto scrivendo, proprio ora, e mi sento in colpa perché non sto studiando, anche se non ho assolutamente niente da studiare per ora. Saranno giornate di trauma post-sessione di esami.

 

Ecco, direi che in realtà non ho scritto niente di particolarmente interessante, più che altro un piccolo aggiornamento sulla mia vita, visto che all’inizio pubblicavo cose ogni due giorni e poi sono sparita per colpa di Lingua/Letteratura inglese.

 

Tornerò a farmi sentire abbastanza presto, con qualcosa di più profondo, voglio sperare.

Nel frattempo, un ringraziamento a E., L., K. e C. che leggono quello che scrivo e lo apprezzano, dandomi un po’ di autostima e di coraggio per continuare a scrivere.
Siete persone belle.

 

Ps.: Mettere solo le iniziali dei nomi fa più mistero, apprezzate.

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