Gennaio e febbraio di fuoco.

Avevo in mente di fare un riassunto rapido ed efficace del mio 2017, poi mi sono resa conto che tra una cosa e l’altra siamo già a marzo e che sarebbe stupido parlare di cose che avrei dovuto scrivere due mesi fa.

Quindi oggi iniziamo ricapitolando velocemente cos’è successo nella mia vita, poi vi spiego un po’ i tanti piani futuri che ho. Non penso vi interessi molto, ma fa bene anche a me mettere tutto per iscritto.

 

Parlando di 2017, non so che dirvi se non che è stato l’anno migliore della mia vita. Ho scritto altri due racconti per due raccolte di Buck e il Terremoto, ho finito praticamente tutti gli esami tranne tre, hanno letto un mio racconto a Bookcity e sono finita per ben due volte sul giornale in veste di autrice. Le soddisfazioni sono state tante, così come le consapevolezze nuove che mi porto dietro e la voglia di fare ancora di più in quest’anno che è già iniziato da due mesi e io ancora non me ne rendo conto.

 

Gennaio è stato un mese complicato in quanto a stress, perché si trattava di riuscire a dare tutti i miei ultimi esami per laurearmi. Così ho affrontato il cattivissimo scritto di tedesco 3, l’orale, e anche glottologia, quell’esame che rimandavo dal primo semestre del primo anno (ma poi all’appello mi sono accorta di non essere stata l’unica). Ebbene, ce l’ho fatta. Ho finito. Ho dato tutti i miei 21 esami, di cui 13 da 2017 in poi. Siete un pochino orgogliosi di me anche voi?

Febbraio invece è stato il mese del panico, perché il 28 scadeva il termine per la consegna della tesi, che semplificando significa: 28 giorni per leggere trecento studi critici e tirar fuori qualcosa di carino da essi. Non so se ci sono riuscita. A me la mia tesi piace tantissimo, ne sono molto soddisfatta, la relatrice a quanto pare un po’ meno e forse ci sarà ancora qualcosa da correggere, ma il 27 ho consegnato e ora sono in pace con me stessa.

Vorrei raccontarvi qualcosa di più su questi due mesi, qualcosa sulle ansie, sul pianto e sulla paura che ho avuto, ma non penso di riuscire a tradurli in parole e non ho nemmeno voglia di farlo. So solo che tra un mesetto circa sarà il mio turno di indossare la corona d’alloro, finalmente. In tempo, anche se non osavo più sperarci. Forse è proprio vero, che quando vuoi intensamente qualcosa e ci credi con tutto te stesso, il resto dell’universo si mette in moto per portarti al traguardo, forse è solo stata fortuna. Non vi so dire, fatto sta che si avvicina la mia laurea e vi aspetto tutti quanti a festeggiare.

 

Arriviamo ora alla domanda fatidica: e dopo la laurea cosa farai?

Vi ricorderete, o almeno credo di averlo scritto, che da piccola creatura innocente che ero volevo tanto diventare giornalista. Poi mi sono informata e ho scoperto che è molto difficile essere ammessi al master in giornalismo. Dopo di che, colpo di grazia, è arrivato il progetto di Buck e il Terremoto a farmi capire che uno non deve studiare per forza giornalismo per riuscire a scrivere e ad autopubblicarsi. Quindi la risposta al momento è che non lo so.

Una parte di me è stanca di studiare e vuole dedicarsi a trovare un bel lavoro che includa la possibilità di scrivere come non ho mai trovato il tempo di fare. Sarebbe bellissimo essere finalmente pagata per fare quello che amo, ma so anche che è molto difficile trovare lavoro in questo mondo di scrittori molto più in gamba di me.

Del resto, però, devo ammettere che non mi dispiacerebbe affatto continuare. Certo, delle lingue ne ho avuto abbastanza, studiare letteratura mi ha insegnato tantissimo ma credo di non poterne proprio più. Al momento sono molto tentata da editoria e quelle cose così, che comunque non si allontanano troppo dal mio ambito ma sono diverse dalle lingue. Chissà, insomma.

 

Nel futuro più immediato, ho alcuni obiettivi più o meno chiari.

Voglio prima di tutto ricominciare a gestire la pagina, che trovate linkata da qualche parte in fondo sempre e comunque e mi raccomando mettete mi piace. Non pensavo che avrei avuto ancora delle persone a seguirmi, invece l’altro giorno ho fatto un post per caso e qualcuno ha addirittura risposto. Meraviglioso.

Secondariamente, vorrei scrivere qualche racconto per partecipare a dei concorsi e non solo. Vorrei iniziare un progetto di cui ho solo una vaga idea al momento e di cui, in caso andassero bene le cose che devono andar bene, vi parlerò. Potrebbe anche essere in cantiere un’altra raccolta di racconti di quei pazzi di Buck, e magari un bel giorno ne uscirà anche una mia.

Voglio scrivere tantissimo e trovare nuovi lettori, qualcuno da far appassionare a questo mondo fantastico che è la letteratura. Non solo per fargli/le leggere quello che scrivo io, chiaramente, ma anche i grandi capolavori. Forse aprirò un account di recensioni su qualche social di scrittura, chi può dirlo. So per certo che quando qualcuno compra e legge un libro per “colpa” mia sono la persona più felice del mondo.

Voglio iniziare a buttar giù qualche idea per un romanzo serio, bello, che valga la pena di leggere, ma per questo mi dispiace, sono ancora in altissimo mare.

 

Per ora comunque sono troppo concentrata sulla laurea per riuscire a pensare a qualsiasi altra cosa, quelle che ho sono soltanto poche idee confuse della vita vuota che mi aspetta dopo. Per ora mi limiterò a leggere e rilassarmi per qualche giorno, poi quando sarà il momento e la strada piena di bivi che è la vita si presenterà davanti a me, penserò a quale sentiero scegliere.

Ciò detto, credo sia il caso di correre a prepararmi, perché tra poco le valigie devono essere pronte e io devo salire in macchina per tornare nel mio amato paesino da 250 anime. Che, pensavate che in questi tre anni me ne fossi dimenticata?

Un abbraccio a tutti quanti, dal profondo del cuore. Sono grata per ogni singola visualizzazione, chiunque voi siate. E buon anno, anche se sono due mesi in ritardo. Spaccate i culi.

 

Ovviamente vi lascio con una foto che non c’entra un bel niente, scattata a Rimini quasi due anni fa.

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