Quando il conto alla rovescia arriva a meno uno.

Ebbene ci siamo. Il miracolo è successo. Mercoledì sosterrò il mio ultimo esame prima della laurea.

Se qualcuno di voi è qua da un po’, saprà che l’anno scorso a inizio gennaio ero a -13, mentre adesso sono finalmente a -1. E’ un po’ strano scriverlo, realizzare che è vero, che ho quasi finito.

Ovviamente è questo il motivo per cui non ho ancora scritto nulla sulla bellissima esperienza che ho avuto andando a presentare Buck alla Biblioteca di Offanengo. O dei due articoli di giornale che hanno il mio nome scritto sopra. O del mio meraviglioso 2017 in generale.

Però ho voluto prendermi un attimo per fermarmi e riflettere, per godermi il momento e metterlo nero su bianco, perché credo che sia un momento importantissimo. Sono a un passo dalla fine e un pochino mi dispiace.

Vorrei elencarli tutti, dall’esame più bello a quello più noioso che ho passato in questo anno, ma temo che vi annoierei. Sappiate solo che mi manca Letteratura Tedesca 3, quello forse più semplice tra quelli che ho dovuto preparare per questa sessione.

 

Come ci si sente a sapere che tra meno di una settimana sarà finita? Che non ci saranno più libri da leggere per forza, manuali da studiare da cima a fondo, chilometri di appunti? In modo strano. Da una parte non vedo l’ora che quel momento arrivi, probabilmente mi metterò a piangere dalla gioia e dal sollievo come già ho fatto con il penultimo. Ho anche paura, di non riuscire a studiare tutto in tempo, e anche di quello che dovrò fare dopo.

Devo ancora scrivere la tesi, ovviamente. L’introduzione e la bibliografia sono pronte, anche grazie alla solita Nadia che mi fa da editor e mi consiglia. Però il resto è ancora tutto da fare, avrò davanti un febbraio di fuoco. E poi pensateci, a quanto sono ansiosa, a quanto sarò ancora più ansiosa la sera prima di laurearmi.

So per certo che ci sarà qualcuno della mia famiglia a vedermi, che finalmente potrò restituire la fogliolina di alloro a Barbara che tanto gentilmente me l’ha donata, che berrò tanto di quello spumante da dimenticarmi come mi chiamo.

So che probabilmente vorrò festeggiare con ogni singola persona che mi è stata accanto in questi tre anni e mezzo: tutti i poveri sfigati che hanno fatto gli esami con me e hanno subito in silenzio la mia ansia, quelli che venivano a lezione alle otto di mattina e mi trovavano col caffè e poca voglia di vivere, quelli che mi hanno passato appunti, quelli che hanno riso e scherzato sugli strani accenti degli insegnanti. Chi mi deve sopportare tutti i giorni con la mia isteria da esami, chi non mi vede per mesi perché sto chiusa in casa. E ovviamente ci saranno anche mamma e papà, mia sorella e tutti quanti. Da qualche parte nei miei pensieri credo ci sarà anche questo blog, che è stato il mio diario per praticamente tutto il tempo.

So anche che dopo tornerò finalmente a casa senza sentire che devo muovermi a tornare a Milano per studiare o per finire la tesi o per qualsiasi cosa. So che mi prenderò del tempo per scrivere, spero tanto tempo per scrivere. E per pensare a cosa fare dopo. Perché, lo ammetto, il dopo è la mia grande paura. Non so se fare la magistrale, se lavorare, che magistrale fare. Non so dove voglio andare. La cosa che mi consola è che avrò tempo fino a settembre per decidere, eventualmente.

Magari mi metterò a scrivere qualche racconto. Ho già in mente un po’ di cosette, vorrei partecipare a dei concorsi, ma anche provare a fare qualcosa di mio. Di più non voglio dirvi, semplicemente perché ogni volta che ho scritto qualcosa qua poi non l’ho fatto.

Mi piacerebbe anche farmi un viaggio da qualche parte, leggere tutti i libri di Game of Thrones e starmene una giornata alle terme a far nulla.

 

Scappo già, anche se di solito scrivo molto di più. Ho tante cose nuove che vorrei scrivere ma il tempo è quello che è e non voglio sprecare un solo secondo almeno finché non sono arrivata a mercoledì. Poi la strada sarà in salita, ne sono consapevole, ma non vedo l’ora.

Preparatevi già lo champagne, se mi leggete, il momento di stappare è sempre più vicino.

Buon -1 esame a me.

 

 

Siccome ho nominato Barbara lì sopra, vi metto una bellissima foto fatta da lei. Mi raccomando, andate a trovarla sul suo profilo Instagram e riempitela di cuoricini.

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