Maybe it’s not my weekend but it’s gonna be my year.

Ciao, sono viva.

Finalmente a dicembre sono finite le lezioni che mi stavano togliendo tutta la forza vitale, quindi ora eccomi di nuovo chiusa in casa a studiare per la sessione di gennaio. E stavolta deve per forza essere una sessione che mi ucciderà o da questa università non esco più.

Volevo trovarmi un attimo per scrivere e tirare le somme, perché ultimamente vedo tutti prendersela con questo 2016 e invece no, per me non è stato così male tutto sommato.

 

Ho pensato bene di iniziare il mio 2016 con una frase degli All Time Low: “Maybe it’s not my weekend but it’s gonna be my year”. E poi il pc mi ha abbandonata, hanno detto che sarebbe stato l’anno dell’acquario ma hanno introdotto il tredicesimo segno che mi ha fatta diventare capricorno e gran bell’inizio.

Poi ho finalmente passato l’esame che mi stava tormentando da tantissimo tempo, ho festeggiato il mio compleanno con persone bellissime che, per qualche strano motivo, poi sono uscite dalla mia vita. Se ci fate caso, leggendo le prime cose che pubblicavo, citavo persone completamente diverse da quelle che mi sono vicine ora.

Questo blog ha raggiunto traguardi che mai avrei immaginato, ho fatto un tatuaggio (perdoname madre por mi vida loca).

Sono tornata a casa per Pasqua a godermi la primavera che non esiste, il cane e la mia famiglia. E mi sono anche resa conto di quanto mi mancano i miei amici quando sono tutta sola a casa mentre so che loro sono tutti insieme a divertirsi o anche solo a chiacchierare.

Coso è entrato nella mia vita diventando all’improvviso una delle persone più importanti.

Ho studiato, tanto, anche se non ho raggiunto tutti i risultati che volevo.

Sono andata a Roma a vedere una delle mie band preferite e anche una città che sognavo da una vita. Ne ho parlato in questo articolo. Mentre ero lì è successa una cosa bruttissima, anche se non ho mai trovato il tempo di parlarne: Christina Grimmie è stata uccisa durante un suo concerto a Orlando. Era una di quelle cantanti che insospettabilmente adoravo, era spontanea, sempre sorridente, meravigliosa. Ancora non riesco a concepire che non esista più, nonostante siano passati ben sei mesi.

Ho perso anche il mio Loacker, solo un mese dopo. Anche lui, nonostante tutto questo tempo, mi manca ancora. Soprattutto quando sono a casa da sola a studiare come in questi giorni, mi piacerebbe avere ancora la sua compagnia.

Sono andata al mare con i miei genitori, dove sono stata torturata da mio padre e, ovviamente, mi sono scottata da fare schifo. Scema io che dopo ventun’anni di fallimenti ancora provo ad abbronzarmi.

Sono tornata a Milano per godermi il caldo di agosto, poi a casa per rivedere un pochino i miei monti.

Ho finito qualche altro esame qua e là, ho scritto il racconto per Buck e il terremoto (ne ho parlato qui) e poi ho iniziato a frequentare le lezioni, ad impazzire per tre corsi sovrapposti, a piangere per la stanchezza per le dieci ore di lezione di fila e tante altre bellissime cose.

Per finire, ho passato il capodanno a Londra con il Coso, ma di questo magari vi parlo più avanti.

 

Però sono viva, molto viva. E molto soddisfatta; perché qualcuno a inizio hanno mi ha detto che sarebbe stato un 2016 meraviglioso, il che è stato vero. A parte qualche basso, ci sono stati tantissimi alti.

 

Ho mantenuto i miei buoni propositi?

  1. Niente più propositi: beh direi di sì perché quest’anno non ne ho fatti, non ne ho avuto il tempo.
  2. Finire quello che stavo scrivendo: ops.
  3. Partecipare al NaNo: ops, troppe altre cose da fare.
  4. Andare a correre al parco: io ci ho provato ed è finita maluccio. Nel senso che un tizio pure brutto mi si è appiccicato nel tentativo di fare conversazione e alla fine ha pure voluto lasciarmi il suo numero assolutamente. Damn.
  5. Finire gli esami del secondo anno: beh, ho finito quelli del primo, vale?
  6. Scrivere di più: giudicate voi.
  7. Trovare l’anima gemella e non essere una persona incostante nelle relazioni: non so se il Coso sia già degno di essere definito tale (nonostante questi nove mesi), ma sicuramente sono diventata una persona più umana e tranquilla con il prossimo.
  8. Vivere la vita come viene: non vi ho mai raccontato di quando abbiamo preso una macchina, una bottiglia di vodka ed una di caffè e siamo andati a Lecco a caso. Mantenuto.
  9. Viaggiare: come già detto, sono stata a Londra. Aereo.
  10. Leggere: ci stiamo davvero chiedendo se l’ho mantenuto?

Direi che siamo a circa 6/10, che non è male, considerando che si tratta di propositi dell’anno nuovo e che puntualmente nessuno se li fila più dopo qualche giorno.

Questo 2016 ha portato davvero tanti cambiamenti, ma soprattutto più sicurezza. Mi ha fatto capire che la scelta di andare via è stata quella giusta, mi ha dato il coraggio di accettare quella che sono definitivamente, di apprezzare quello che faccio e di amare la vita per com’è e basta.
Spero che l’anno che viene sia altrettanto buono e mi porti ancora più lontana, ma anche se non ho voluto mettermi a fare una lista di propositi, qualche piccolo obiettivo c’è.

  • Buck e il terremoto 2.0; non è solo un sogno mio, a quanto pare davvero ci sarà dell’altro. Però per il momento non posso dire niente.
  • Esami esami esami. Ho tanta voglia di fare, di laurearmi e di poter finalmente leggere i libri che voglio io e non solo cose per letteratura inglese. Che diavolo.
  • Scrivere un sacco. Tutta questa storia di Buck mi ha dato un po’ di autostima, grazie anche ad Elisa che mi supporta e mi ha dato un sacco di coraggio con una chiacchierata notturna. E poi beh, ho comprato un quaderno da Harrods apposta per scriverci cose. E l’inchiostro turchese.

 

Non posso che lasciarvi augurandovi di passare un buon anno nuovo, visto che ormai le feste sono passate.

 

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