Dieci libri che mi piacerebbe scrivere.

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Insomma, eccomi qui e parto subito dicendo che non potevo non inventarmi qualcosa di carino da fare per il mio decimo post. Cosa che ovviamente farò anche per il ventesimo e così via almeno fino a quando avrò voglia di scrivere. Purtroppo non posso fare una torta con dieci candeline o cose strane perché non saprei proprio con chi festeggiare (a parte L.?), ma mi piace in qualche modo sapere che sto rendendo speciale questo momento visto che a dieci post non pensavo proprio di arrivarci.

 

Dunque, dal momento che scrivere è una delle gioie e dei sogni della mia vita e che qualcuno me l’ha chiesto, ho deciso di fare una lista dei dieci (ovviamente) libri che mi piacerebbe scrivere, ovvero idee più o meno vaghe di un passato più o meno remoto.

 

Numero 1.

Questa è una delle prime idee che mi sono venute quando ho iniziato a pensare che sarebbe stato affascinante scrivere un libro tutto mio. Era il periodo che morivo per Cronache/Guerre del Mondo Emerso, Le Cronache di Narnia e il Ciclo dell’Eredità (Eragon and friends) quindi sì, era una specie di fantasy.

Lei era una bella ragazza, figlia di un re che era stato ucciso dal fratello e che si univa ad un gruppo di ribelli per riprendersi il trono. Ovviamente tra questi ribelli c’erano gli assassini di Guerre del Mondo Emerso e i maghi di Eragon, era tutto un bel miscuglio insomma.

Peccato che in quel momento della mia vita le mie idee fossero troppo confuse, ho scritto solo i primi capitoli (tra l’altro cortissimi) e poi tanti saluti.

 

Numero 2.

Questo l’ho scritto più o meno per intero anche se è una cosetta piuttosto corta. Come faccio a spiegare di che si tratta stavolta?

Ok, diciamo che ho iniziato a scriverlo brevemente su un foglio (con tanto di illustrazioni) agli inizi di novembre di qualche anno fa per spiegare alla mia compagna di banco cosa avessi combinato durante il ponte di Halloween/primo novembre/eccetera.

Doveva quindi iniziare o finire con “tratto da una storia vera” perché alla fine lo sapevamo tutti che il mostro non era reale ma da bravi idioti fingevamo che lo fosse. Sostanzialmente i protagonisti eravamo (mi di metto anche io) noi, ragazzuoli che viviamo in questo piccolo paesino di 250 anime, che un bel giorno (Halloween) dal niente cominciavamo a vedere questo essere con un mantello nero e una maschera bianca che vagava per il paese. Logicamente voleva essere una specie di horror/racconto che mette ansia quindi era tutto condito da nebbia e leggende inquietanti.

Prima o poi giuro che ci lavoro sopra (e di lavoro da fare, ve l’assicuro, ce n’è tanto).

 

Numero 3.

Questa cosa ho iniziato a scriverla quando ho creato la mia prima pagina (e forse sulla pagina esiste ancora), per poi elaborarla in modo da poterla pubblicare su efp. Risultato? Dopo cinque capitoli non ne potevo più e l’ho addirittura cancellata.

Si trattava di una ragazza che se ne andava di casa perché si era rotta della sua vita (poco autobiografico, era il mio sogno, ai tempi) e che andava a vivere in Canada dove era stata a studiare qualche anno prima (davvero poco autobiografico). Lì si innamorava di un bel canadese ma tornava a casa perché era incinta del ragazzo che aveva abbandonato solo come un cane per scappare da tutto.

Complimenti alla mia fantasia, dico solo che mi vergogno quasi ad ammettere che sì, volevo scrivere una cosa del genere. Bah.

 

Numero 4.

Il mio più assoluto orgoglio, l’amore della mia vita.

Era una sera di dicembre, ero al telefono con una mia amica e stavamo parlando male di qualcuno commentando le sue risposte su ask (niente di meglio da fare). Ad un certo punto salta fuori il discorso dell’apocalisse zombie in cui adesso tanto spero e questa mia cara amica comincia a parlarmi del suo magnifico piano di fuga. Subito nasce l’idea per scriverci qualcosa.

Lo dico quindi a mio cugino, anche lui grande appassionato/esperto di zombie (mentre a me all’epoca non interessavano minimamente) che mi dice che se voglio scrivere qualcosa a riguardo devo assolutamente vedermi The Walking Dead prima. E così nasce uno dei miei più grandi amori e ben nove capitoli, un record. Ora ho tutte le intenzioni di rivederli e continuare, quando l’avrò fatto lascerò ovviamente il link ovunque.

Niente trama, niente spoiler, visto che prima o poi vi tocca leggerla.

 

Numero 5.

Non ho una storia divertente per questa cosa, ma posso promettervi che è abbastanza contorta, anche se voi non saprete mai l’intera trama perché ho tutte le intenzioni di finire anche questa prima o poi.

Si tratta di una ragazza di Londra, Katherine, figlia di un generale, che però muore durante la seconda guerra mondiale.

La donna che ha sposato il generale dopo la morte della mamma di Katherine, per tenersi l’eredità, spedisce quest’ultima in un manicomio dove…beh succedono cose. Non le solite cosette horror ovviamente, perché in un manicomio che ancora funziona c’è poco di spaventoso, niente fantasmi e presenze strane, ma qualcosa succede. Solo che non ve lo dico perché anche questa prima o poi ho intenzione di pubblicarla in giro.

 

Numero 6.

Idea partorita la sera prima di un esame perché avevo bisogno di scrivere.

Ci ho messo talmente tanto a mettere insieme una trama decente che poi la voglia di scrivere mi è passata. Ad ogni modo, avevo scelto alcuni dei miei cantanti preferiti e ognuno di essi rappresentava uno dei vizi capitali. E sarebbero morti tra atroci sofferenze perché io voglio bene ai miei cantanti preferiti.

Lasciamo perdere?

 

Numero 7.

Idea partorita la sera dopo l’ultimo esame della sessione estiva che ancora non è ben definita e che non vorrei svelarvi perché anche in questo caso ho tutte le intenzioni di tirarci fuori qualcosa di buono.

Per il momento si tratta di una specie di conflitto tra bene e male (angeli e demoni) in cui però il bene non è poi un bene così assoluto e il male a volte è addirittura migliore del bene. Ma è ancora un’idea molto vaga quindi restate collegati e magari un giorno ne saprete di più (per il momento non so di più nemmeno io).

 

Numero 8.

Non so in che modo un bel giorno mi è venuta voglia di scrivere un romanzo storico, però non saprei in che epoca ambientarlo.

O meglio, non lo sapevo finché una sera mio padre ha iniziato a raccontarmi alcune leggende vecchie centinaia di anni che riguardano il mio caro paesino di 250 anime. Quindi probabilmente unirò questa irrefrenabile voglia di cose storiche alla mia idea del mostro (vedi numero 2) e vedrò cosa ne salta fuori.

Anche in questo caso, restate collegati e giuro che ne saprete di più, sempre che io riesco a saperne di più sul mio bel paesino.

 

Numero 9.

Forse qualcuno avrà notato che sono totalmente innamorata dell’astronomia. Ecco, un giorno mi piacerebbe scrivere qualcosa che parli di stelle e cose così, anche se per ora non ho molte idee. Ho rischiato di averne una quando ho scritto il testo per il concorso ma non credo che sia qualcosa di fattibile.

Se avete idee vi prego ditemelo.

 

Numero 10.

Anche questa è ancora una vaga idea ma da amante dell’horror e delle sofferenze altrui non posso non voler scrivere un romanzo apparentemente romantico e pieno di cliché dove alla fine muoiono tutti nel modo peggiore che riuscirò ad immaginare.

Ovviamente per ora vorrei tanto riuscire a concentrarmi sulle idee già sviluppate che ho ma un bel giorno perché non dare spazio anche al mio lato sadico? (A parte che il numero 4 è sadico a sufficienza, devo solo finirlo).

 

 

E con questa cosa direi che per oggi è tutto, aggiungo soltanto che grazie a mio cugino probabilmente mi metterò anche a scrivere qualche creepypasta, ovviamente se lo farò le pubblicherò qui o vi lascerò almeno il link.

 

Ci si vede tra dieci articoli con “20 cose che..” non vi anticipo.

Un grazie a tutti quelli che hanno perso il tempo di leggere anche uno solo dei miei primi dieci articoli.

 

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